Il Turkmenistan è come una gemma nascosta: remoto, un po’ consumato dal tempo, ma incredibilmente appagante per chi è disposto a scoprirne i segreti. Viaggiare attraverso questa terra dell’Asia centrale vi condurrà nelle profondità dell’enigmatico deserto del Karakum, dove i sussurri della Via della Seta riecheggiano tra antiche rovine in parte inghiottite dalla sabbia. Proprio quando sembra che la civiltà sia scomparsa, compaiono isolate comunità desertiche, che mantengono vive tradizioni secolari e offrono uno sguardo umile su un patrimonio culturale duraturo.
Ai margini dell’arida distesa, il Mar Caspio emerge come un’illusione scintillante, inaspettato e quasi surreale. Poi c’è Ashgabat, la capitale, una città diversa da qualsiasi altra, dove imponenti strutture in marmo e monumenti stravaganti riflettono una visione di opulenza futuristica. Oltre la capitale, insediamenti consumati dal tempo come Merv, Kunya-Urgench e Gonur Depe si estendono sotto il sole implacabile, i cui resti sbiaditi sussurrano storie di imperi ormai scomparsi.
Il cavallo Akhal-Teke, elegante e scintillante, si erge fiero simbolo dell’identità turkmena, elegante ricordo di una feroce tradizione nomade. Sebbene quello spirito guerriero sia oggi latente, permane nella natura composta ma cortese della gente, che accoglie i viaggiatori curiosi con un calore riservato ma inconfondibile.